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Raccontaci la tua storia – Francesco Saverio Ioviero, per tutti Franco

Una vita di mare, pesca e tradizione che diventa futuro

Francesco Saverio Ioviero, per tutti Franco, nasce a Sorrento nel 1960. Il mare, per lui, non è mai stato solo un orizzonte da guardare, ma una strada da percorrere ogni giorno, fin da bambino. Oggi è il cuore pulsante di SalBoat, un progetto di pescaturismo fondato nel 2015 insieme ai suoi figli, che ha saputo trasformare una tradizione antica in un’esperienza apprezzata in tutto il mondo.

Franco, quando nasce il tuo legame con il mare e con la pesca?

Il mio legame con il mare nasce praticamente insieme a me. Sono cresciuto in una famiglia di pescatori e fin da quando ero molto piccolo aiutavo mio padre e la mia famiglia nelle attività quotidiane. Andavo a scuola, certo, ma appena potevo ero in barca. La pesca non era solo un lavoro: era un modo di vivere, una responsabilità e una forma di rispetto verso il mare.

Con chi hai condiviso i primi anni di lavoro in mare?

Gran parte della mia attività l’ho svolta con mio padre e con mio fratello. Eravamo una squadra, uniti dalla fatica ma anche dalla soddisfazione di portare a casa il pescato. Da loro ho imparato tutto: le tecniche, i tempi del mare, ma soprattutto il valore del sacrificio e dell’umiltà.

Nel 2015 arriva una svolta importante: la nascita di SalBoat. Come nasce questa idea?

È stata un’intuizione di famiglia. Insieme a mio figlio Salvatore e a mia figlia Marianna abbiamo capito che, in un territorio come Sorrento, dove il turismo è l’attività principale, potevamo unire la pesca a qualcosa di nuovo. Non volevamo abbandonare il nostro mestiere, ma trovare un modo per continuare a essere pescatori, raccontando la nostra storia a chi veniva da lontano.

Come avete iniziato concretamente questo progetto?

All’inizio abbiamo acquistato una barca in legno di 11 metri. L’abbiamo ristrutturata con grande cura, adattandola al trasporto dei clienti senza snaturarne l’anima. Con quella barca abbiamo cominciato a organizzare battute di pesca a Capri, lungo la Costiera Sorrentina e Amalfitana, abbinando il lavoro in mare alla scoperta delle bellezze del territorio.

Cosa rende unica l’esperienza SalBoat?

L’autenticità. I nostri ospiti non assistono soltanto: partecipano. Vivono la pesca vera, poi si godono il mare, il sole, i panorami famosi in tutto il mondo. E soprattutto assaporano i prodotti del territorio: il pescato del giorno viene cucinato a bordo in modo semplice e genuino, per un pranzo che racconta il mare in ogni sapore.

A dieci anni dalla fondazione, che bilancio fai di questo percorso?

Oggi, dopo dieci anni, la flotta conta tre imbarcazioni. Abbiamo avuto un grande riscontro, soprattutto a livello internazionale grazie al nostro sito www.salboatsorrento.com e alle molte agenzie di viaggio che ci danno molta visibilità a livello mondiale e i clienti restano sempre molto soddisfatti. Questo per me è motivo di grande orgoglio, perché significa che il nostro modo di lavorare viene compreso e apprezzato.

Essere pescatori oggi non è semplice. Quali sono le difficoltà più grandi?

Le difficoltà sono tante. Il pescato diminuisce ogni anno in modo preoccupante, a causa dell’inquinamento, della sovrappesca e di altri fattori che mettono a dura prova il mare. Continuare a fare questo mestiere richiede ancora più impegno, attenzione e rispetto per l’ambiente.

Nonostante tutto, guardi al futuro con speranza?

Sì, assolutamente. Grazie a SalBoat siamo riusciti ad andare avanti nel mondo della pesca senza rinnegare le nostre radici. Continuiamo a essere pescatori, ma con uno sguardo nuovo. Finché ci sarà rispetto per il mare e voglia di raccontare la nostra storia, io continuerò a credere che ce la possiamo fare.